Superbonus 110%: decreto legge 16 febbraio 2023 n. 11
CONFABITARE-Associazione Proprietari Immobiliari - prende atto del comunicato, emesso in data odierna 20 ottobre 2021, dall’Ufficio Stampa della Corte costituzionale
con il quale si rende nota la decisione dei Giudici in merito alle ordinanze con le quali alcuni
tribunali italiani avevano sollevato dubbi sulla legittimità del c.d. blocco sfratti. Pur non essendo ancora stata depositata la sentenza (con le relative motivazioni) la Corte ha ritenuto doveroso rendere nota l’infondatezza delle censure sollevate. “Pur non potendo condividere il blocco degli sfratti- afferma Alberto Zanni Presidente nazionale Confabitare- , non ci siamo mai nascosti dietro al proverbiale dito della polemica, consapevoli che la pandemia da Covid-19 è stata ed è ancora un evento drammatico che ha travolto ogni Paese ed ha rivoluzionato tutto il modo di vivere e lavorare. Per questo – consapevoli che la polemica in questi casi è fatta sempre sulla pelle delle persone – continua Zanni, fin dai primi giorni di marzo 2020 abbiamo preferito interagire con le Istituzioni al fine di dare il nostro contributo nel momento più difficile e drammatico per l’Italia”.
Una collaborazione che ha portato CONFABITARE a proporre al Governo Conte prima, a quello Draghi poi, un’ipotesi di ripartenza graduata e scaglionata delle esecuzioni degli sfratti, così da riportare il tutto in un ambito che appaia il più normale possibile. Proposta che è stata accolta in pieno dal Governo Draghi.
“Era la strada giusta? Si, ne siamo
convinti- conclude Zanni, e ne è convinta anche la Corte costituzionale che nel comunicato ha osservato che il legislatore ha progressivamente ridotto l’ambito di applicazione della sospensione, comunque destinata a cessare il prossimo 31 dicembre 2021. Questo dimostra che coerenza e serietà pagano”.
Alberto Zanni
Presidente nazionale Confabitare
Buone notizie dal fronte degli sfratti. Per una volta la montagna non ha partorito il classico topolino e le attese dei proprietari immobiliari non sono andate tradite. Ma che è successo di così eclatante? Presto detto. Il blocco dell’esecuzione degli sfratti che, di proroga in proroga, andava avanti da oltre un anno, è stato parzialmente rimosso grazie ad un emendamento approvato dal Senato ai primi di maggio su proposta del Governo Draghi. Un emendamento che pone fine alla giostra delle proroghe cara all’esecutivo Conte e introduce il metodo della gradualità nell’esecuzione degli sfratti, come Confabitare ha più volte auspicato negli ultimi 10 mesi per evitare il rischio di tensioni sociali.
Nel dettaglio il provvedimento sancisce il via libera dal primo luglio all’esecuzione di tutti gli sfratti antecedenti l’inizio della pandemia, mentre proroga al 30 settembre prossimo gli sfratti convalidati tra marzo e settembre 2020 e al 31dicembre quelli adottati tra l’1 ottobre 2020 e il 30 giugno di quest’anno. Morale della favola: i tanti furbetti che hanno approfittato della situazione straordinaria provocata dallo tsunami pandemico non potranno più farla franca. In buona sostanza il Governo ha accolto le nostre proposte che prevedevano una netta distinzione tra morosità pre covid e morosità successive, così come un discrimine tra morosità incolpevoli e volontarie ( da tutelare le prime, da punire le seconde). Alla luce di tutto ciò Confabitare non può che esprimere soddisfazione per il provvedimento voluto dal Governo Draghi. Si tratta, a nostro avviso, di una scelta giusta e sensata, rispettosa dei diritti inalienabili dei proprietari- locatori e al tempo stesso consapevole della situazione di grave crisi in cui versano molte famiglie e attività economiche a causa della pandemia. Si poteva fare di più? Forse. Ma occorre essere realisti, in tempi di emergenza sociale non si può chiedere la luna o urlare un giorno si e l’altro pure sui social o sulle colonne dei giornali, come hanno fatto alcune associazioni di categoria, autoproclamatesi paladine dei diritti dei proprietari.
Alle sparate demagogiche noi di Confabitare abbiamo preferito la strada della concretezza e della serietà. Per mesi abbiamo lavorato “in silenzio”, avanzando proposte di buon senso, incontrando forze politiche e rappresentanti istituzionali, marcando stretti i nostri interlocutori, criticando quando ci pareva giusto farlo. E alla fine i risultati si sono visti, a dimostrazione che serietà e coerenza spesso pagano. Certo non sarà la panacea di tutti i mali, ma la decisione dell’esecutivo presieduto da Mario Draghi è un primo, importante passo verso la soluzione di un problema, quello del blocco degli sfratti, che rischiava di trasformarsi in una bomba sociale. Con i pasdaran del blocco ad oltranza da un lato e gli ultrà dello “sblocchiamo tutto e subito” dall’altro a soffiare sul fuoco a fini meramente strumentali. Per fortuna la ragionevolezza ha prevalso e il Governo ha riconosciuto i diritti dei proprietari immobiliari che avevano richiesto lo sfratto per morosità nei mesi ( in alcuni casi addirittura negli ultimi anni) pre covid, decretando il “semaforo verde” all’esecuzione degli sgomberi a partire dal prossimo luglio.
Bene così, come è bene che anche per il 2020 oltre che per l’anno in corso, sia stata decisa l’abolizione dell’Irpef per i proprietari che non hanno percepito Il canone di locazione. E non è tutto, perché nell’emendamento al Decreto Sostegni approvato ai primi di maggio è stata inserita anche l’esenzione dal pagamento della prima rata Imu per i proprietari di attività commerciali che non hanno percepito l’affitto, norma che potrebbe essere estesa a chi possiede immobili residenziali. Vista la drammatica situazione economica e sociale in cui versa il bel paese, non si poteva realisticamente pretendere molto di più. Per una volta lo Stato, che troppo spesso scarica sui proprietari il Welfare abitativo utilizzandoli come una sorta di ammortizzatori sociali, è venuto incontro alle loro esigenze ponendo fine ad un vulnus che con il Governo giallo rosso rischiava di protrarsi all’infinito. E di questo, cari amici, Confabitare non può che rallegrarsene.
Alberto Zanni
Presidente nazionale Confabitare
Presidente
del Consiglio dei Ministri
Prof. Mario Draghi
Palazzo Chigi
Roma
presidente@pec.governo.it
Ill.mo Sig. Ministro
Economia e Finanze
Dott. Daniele Franco
Roma
Segreteria.ministro@mef.gov.it
Prot. n. 72/AZ/gb
Oggetto: IMU 1^ rata 2021
Signor Presidente del Consiglio,
Signor Ministro,
Vi scrivo nella mia qualità di Presidente Nazionale dell’Associazione CONFABITARE – Associazione Proprietari Immobiliari perché, in un contesto drammatico, complesso e difficile come quello venutosi a creare con l’emergenza da Covid-19 e la conseguente crisi economica, il blocco degli sfratti (in parte revocato con la recente legge 69 del 21/05/2021) ha inevitabilmente colpito duramente anche i proprietari – locatori, andando ad alterare l’equilibrio contrattuale e, nei fatti, scaricando interamente il peso del “welfare abitativo” su di loro. I locatori, infatti, oltre ad essere nella maggior parte dei casi semplici piccoli proprietari a loro volta in crisi con il proprio lavoro, si sono visti in moltissimi casi azzerare l’unica fonte di reddito alternativa (l’affitto, appunto), sulla quale in molti contavano per far fronte alle rate del mutuo ed alle “spese della vita”, dovendo altresì farsi carico in molti casi delle spese condominiali non pagate dai conduttori.
A dispetto di chi, in questi lunghi sedici mesi, ha spesso “urlato” sui media e sul web al solo fine di fare polemica, CONFABITARE ha preferito avviare col Governo e con le forze politiche un dialogo serio finalizzato a rappresentare la “voce” dei proprietari. Il tutto nella piena consapevolezza della difficoltà del momento. Avevamo iniziato, come Associazione, a proporre una graduazione della ripresa delle esecuzioni degli sfratti fin dallo scorso autunno. Va da sé che quanto statuito nell’art. 40, quater, della L. 69/21, incontra appieno il nostro plauso per la scelta coraggiosa – ma altresì doverosa in quanto rispettosa della Costituzione – che questo Governo ha preso.
Al fine di provare a “compensare”, anche solo in parte, il danno economico subito da moltissimi locatori e dalle loro famiglie, riteniamo sia giusto e doveroso formulare la seguente proposta:
CANCELLAZIONE DELLA 1^ RATA IMU: giugno 2021
A favore di tutti coloro che, dal 28/02/2020 al 30/06/2021, si sono trovati nell’impossibilità di procedere all’esecuzione del provvedimento giudiziario di rilascio (emesso per morosità), a causa dei vari DPCM che ne hanno bloccato l’esecuzione stessa. Siamo consapevoli che si tratta di una scelta che ha implicazioni sulla finanza locale, ma è anche l’unica soluzione realmente percorribile nell’immediato e, ne siamo sicuri, anche realmente apprezzabile da parte dei locatori. Una decisione che solo questo Governo può adottare, sia per la forza che ha, sia perché non possiamo demandare ai singoli comuni la facoltà di decidere se adottare o meno misure che, inevitabilmente, peseranno non poco sulle loro finanze. Vi sarebbero inevitabilmente Amministrazioni disposte a farlo ed altre no. Questo potrebbe creare gravi ed ingiustificate disparità laddove comuni piccoli, o con problemi economici, si vedrebbero impossibilitati a prevedere benefici che, invece, altri comuni potrebbero prevedere senza problemi. Al fine di meglio illustrare e chiarire la portata della nostra proposta, mi rendo sin d’ora disponibile ad un incontro, in videoconferenza o in presenza, allo scopo di approfondire la proposta di
CONFABITARE.